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Le Carenze nutrizionali in menopausa PDF Stampa E-mail

Che cosa sono e come si trattano
Il termine menopausa indica il periodo in cui cessano i cicli mestruali, con perdita dell’attività ovarica e delle funzioni riproduttive, la conclusione dell’età fertile di ogni donna. La menopausa si instaura in media verso i cinquant’anni, età in cui le ovaie, come conseguenza della perdita di attività funzionale, producono meno estrogeni, con interruzione dei cicli mestruali.

È uno stato fisiologico, un periodo di transizione fra due diverse fasi della vita, caratterizzato tuttavia dalla comparsa di disturbi, come aumento di peso, vampate di calore, maggiore affaticabilità, sudorazione, emicrania, nervosismo, insonnia e depressione, che rendono difficile affrontare una fase così delicata sotto il profilo non solo fisico, ma anche psicologico. I sintomi variano da donna a donna e si modificano con il passare del tempo: più marcati in alcune, sono invece lievi e appena percettibili in altre.

Come conseguenza delle modificazioni ormonali tipiche della menopausa, si instaura di frequente un deficit di minerali (magnesio, calcio e potassio) e vitamine (vitamina D3, vitamina C), essenziali per il corretto funzionamento dell’organismo: un deficit di magnesio può determinare nervosismo, stanchezza e irritabilità, oltre che modificare in negativo la densità ossea; il deficit di calcio si correla alla comparsa di osteoporosi; il potassio a sua volta regola l’equilibrio del calcio, così come la vitamina D3, che favorisce l’assorbimento intestinale del calcio e la sua fissazione ossea, e la vitamina C, dotata di un ruolo fondamentale nella formazione delle cellule dell’osso.

La terapia ormonale sostitutiva rappresenta il principale approccio farmacologico per la gestione dei sintomi della menopausa; essa consiste di norma in una combinazione di estrogeni e progestinici, allo scopo di sostituire gli ormoni non più prodotti dall'ovaio e prevenire, o limitare, i disturbi correlati alla menopausa. La terapia ormonale sostitutiva non è tuttavia approvata in modo unanime e deve pertanto essere valutata dal medico individualmente, in funzione dell’intensità dei sintomi. La gestione delle carenze nutrizionali prevede, invece, un aumento dell’introduzione di minerali e vitamine essenziali, con la dieta o con integratori specificamente ideati.

CONSIGLI UTILI

Adottare un corretto stile di vita può essere molto utile per alleviare i disturbi tipici della menopausa:

  • un’alimentazione variata e completa garantisce un’adeguata assunzione di minerali e vitamine. Sono alimenti ricchi di calcio il latte e i latticini, ma anche i legumi, i cereali e molte verdure (che contengono anche meno grassi e sono più indicati se è necessario controllare il peso corporeo); frutta secca, mais, parmigiano, spinaci cotti, lenticchie, carciofi sono ricchi di magnesio, mentre cereali e legumi contengono molto potassio; frutta e verdura in generale apportano vitamine. Utili anche i cibi ricchi di fitoestrogeni, come la soia;
  • abolire o comunque limitare il consumo di caffè e di alcol e il fumo, che portano a un bilancio negativo del calcio e si associano a un aumentato rischio di osteoporosi;
  • una regolare attività fisica rappresenta un valido ausilio nel mantenimento del tessuto osseo e muscolare e aiuta a contrastare il processo di invecchiamento. Nuotare, camminare, fare le scale, correre permettono di mantenere una buona forma fisica, migliorano l’umore e aiutano a scaricare il nervosismo e a combattere l’ansia e la depressione;
  • controllare il peso corporeo è importante per evitare di sovraccaricare le ossa, oltre che per mantenere una buona immagine del proprio corpo davanti a se stesse e agli altri.

SUGGERIMENTI

Alla luce delle carenze nutrizionali che si istaurano nella donna in menopausa, un ruolo importante è ricoperto dall’integrazione: quando l’apporto alimentare di nutrienti è ridotto o quando il fabbisogno aumenta, l’integrazione di magnesio, calcio, potassio, vitamina D3 e vitamina C aiuta non solo a rimpiazzare le perdite e ad aiutare il corpo, ma anche a ritrovare il benessere fisico ed emotivo; formulazioni specifiche per queste esigenze comprendono tutti questi elementi in associazione all’estratto di iperico,che può essere utile nel trattamento della depressione lieve-moderata, spesso presente nella donna in menopausa (Donnamag Menopausa). (SANOFI)

 
I consigli del Farmacista PDF Stampa E-mail

Nell’usare il farmaco rispetta la posologia (dose, modalità e tempo di somministrazione) indicata dal medico
Non assumere più farmaci contemporaneamente senza il consiglio del medico o del farmacista
Non interrompere arbitrariamente una terapia
Controlla sempre la data di scadenza prima di utilizzare il farmaco
Ricorda che alcuni farmaci (colliri, sciroppi, gocce, spray), una volta aperti, scadono prima della data indicata sulla confezione
Per ogni ulteriore dubbio chiedi consiglio al medico o al farmacista
Conserva integra la confezione senza gettare l’astuccio contenitore e il foglietto illustrativo
Riponi i farmaci in luogo fresco e asciutto: non in bagno, non in cucina. In frigo se è espressamente specificato
Tieni lontano i farmaci dalla portata dei bambini
Non gettare i farmaci nella spazzatura, ma negli appositi contenitori per la raccolta differenziata collocati all’interno o in prossimità delle farmacie

 
Tisanoreica: La "Dieta Gustosa" degli italiani PDF Stampa E-mail

Prenota gratis una giornata di consulenza
con la nutrizionista
Tisanoreica: La "Dieta Gustosa" degli Italiani

Dalle dive internazionali alla gente comune,la Dieta Tisanoreica è davvero per tutti.
A testimoniarlo la nuova campagna pubblicitaria
"LA DIETA GUSTOSA DEGLI ITALIANI"
che ha inizio oggi sui maggiori settimanali e mensili italiani.
La prima coppia è composta
dall'attrice Ornella Muti e dall'operaio napoletano Antonio Iacullo
i quali hanno voluto dare la loro testimonianza.

prenota la giornata completamente gratis al numero 080/5211424

 
Lesioni Muscolari - Dott. Sansonna Giuseppe PDF Stampa E-mail

Le lesioni o traumi muscolari sono molto frequenti nelle discipline sportive; infatti sentiamo spesso parlare  di   distrazioni, stiramenti, strappi e rottura muscolare.
Durante una lesione muscolare si evidenza  una fuoriscita di sangue a causa della vascolarizzazione  della  muscolatura,  costituendo così gli ematomi.
Successivamente alla lesione avviene una ricostruzione cicatriziale, ma con fibre “meno elastiche” rispetto alle  originarie.

DISTRAZIONE MUSCOLARE
Essa è una forma lieve di lesione muscolare, dove vengono   danneggiate piccola quantità di fibre ed il loro ripristino avviene in pochi giorni.

STIRAMENTO MUSCOLARE
Esso è una traumatologia più acuta della precedente, in quanto vengono dannegiate un numero più elevato di fibre muscolari e il dolore è più incisivo. La terapia prevede un riposo di circa 15-30 giorni, a seconda dell'entità del trauma.
                                                  
STRAPPI MUSCOLARI
Lo “strappo” è la forma più grave della trumatologia caratterizzata dall'interruzione anatomica del muscolo, percepibile al tatto come un'avvallamento nel gruppo muscolare. La terapia consisterebbe nel rimanere a riposo per 1 o 2 mesi e in alcuni casi sarebbe indicato ricorrere all'immobilizzazione mediante gesso per 15-20 giorni.

ROTTURA MUSCOLARE
La forma più grave di “strappo” muscolare prevede la “rottura” sottocutanea del muscolo e la terapia prevede il trattamento chirurgico.
                             
TERAPIA OMEOPATICA
Siano essi generalizzati o localizzati, la nozione “trauma” deve evocare ARNICA.
Si prescriverà nelle affezioni acute alla 7 CH granuli: 5 granuli ogni ora, diminuendo l'assunzione in base al miglioramento, in associazione ad Arnica gel (3-4 volte al dì)
Si prescriverà nelle affezioni croniche alla 30 CH: 5 granuli due volte al dì.
Si prescriverà nelle affezioni che insorgono dopo traumi avvenuti molto tempo prima alla 30CH: una dose due volte a settimana.
In fase di “affaticamento” o “rieducazione” muscolare si utilizza RHUS TOX.  alla 7 CH: 5 granuli tre volte al dì.
Nel caso, invece, di immobilizzazione tramine gesso si utilizza SYMPHYTUM TM alla 6 DH: 20 gocce a mezzogiorno e sera, associato con la CALCAREA PHOSPHORICA alla 9 CH (una dose al dì.
Dopo la rimozione del gesso si prescriverà sempre SYMPHYTUM ma alla 4 o 5 CH: 5 granuli ogni 6 ore per una settimana.
Dott. Giuseppe Sansonna - Farmacia Calò

 
Il freddo e il DIabete PDF Stampa E-mail

il freddo e il diabeteNei rigidi giorni d'inverno è sempre bene tenere presente una correlazione tra lo stato diabetico e temperatura ambientale. Il freddo intenso infatti non è indipendente e secondario all'aumento dei valori e dei sintomi legati al diabete.
Vediamo insieme alcuni punti salienti ringraziando gentilmente la fonte (in basso). 
“Il sistema endocrino partecipa attivamente alla termogenesi: il deficit di determinati ormoni, come per esempio quelli tiroidei, può alterare infatti la risposta all’esposizione al freddo. Nel caso di diabete non insulinodipendente (o di tipo 2), che riguarda più frequentemente gli adulti, le normali variazioni stagionali dell’emoglobina glicosilata (Hb1Ac), riflesso dell’equilibrio diabetico, presentano un livello significativamente più alto in inverno. Questo risultato va ricollegato alle condizioni igienico-dietetiche e in particolare all’aumento dell’apporto calorico (piatti più salati e ingestione di alcolici) e al fatto che i medici non sempre adattano i loro consigli nutrizionali in funzione delle stagioni.
Effetti cardiovascolari: Il freddo induce vasocostrizione, aumento della pressione arteriosa ed emoconcentrazione
(all’origine di un’iperviscosità sanguigna), che possono portare alla rottura delle placche ateromatose e di conseguenza causare una trombosi arteriosa. Infatti, in seguito alla rottura della placca ateromatosa avviene un’aggregazione delle piastrine e una conseguente formazione del trombo piastrinico. Il trombo provoca il restringimento del lume dell’arteria causando così una stenosi più o meno accentuata del vaso. Inoltre, la concentrazione nel siero di proteina C anticoagulante non aumenta (a differenza degli elementi figurati del sangue) e questo accresce il rischio di trombosi,
soprattutto in soggetti anziani. A livello delle arterie coronarie, lo spasmo legato al freddo associato a un’eventuale trombosi e all’aumento del fabbisogno di ossigeno del miocardio, favoriscono, nei soggetti a rischio, l’insorgere
o l’aggravarsi dell’angina pectoris, se non addirittura un infarto del miocardio in caso di completo restringimento del lume arterioso. Circa la metà dei decessi invernali è imputabile a trombosi coronaria.
A livello cerebrale, gli stessi meccanismi (ipertensione arteriosa, iperviscosità e trombosi) possono essere all’origine di incidenti vascolari cerebrali, in particolare di tipo ischemico. I fattori di rischio sono l’ipertensione arteriosa e l’ipercolesterolemia. A livello della circolazione periferica, la vasocostrizione dovuta al freddo favorisce l’insorgere di crisi vasomotorie in pazienti affetti da acrosindromi (sindrome di Raynaud).”

Fonte: http://lambertini.net/diab/2008/01/03/freddo/
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